Talee, semina e idrocoltura con la perlite

Pubblicato il 6 min di lettura

Quattro giovani piante con un pane di radici robusto e ben visibile

In breve: per la propagazione la perlite è ideale, perché è priva di germi fin dalla produzione, arieggiata e senza nutrienti. Le talee radicano in perlite pura o in una miscela 1:1 con terriccio per semina. Per la semina mescoli il 20–30 % di perlite fine al terriccio per semina. In idrocoltura la perlite può essere usata pura o con il 20–30 % in fibra di cocco: i nutrienti provengono allora interamente dalla soluzione nutritiva.

Perché la perlite è così adatta alla propagazione

Le radici giovani sono delicate. Hanno bisogno di umidità, ma soprattutto di ossigeno: in un terriccio compatto e zuppo i punti di taglio e le plantule marciscono in fretta. È qui che la perlite dà il meglio di sé:

  • Priva di germi fin dalla produzione: grazie all’espansione a 850–1200 °C, la perlite è priva di agenti patogeni, semi di erbe infestanti e parassiti quando esce dal sacco.
  • Arieggiata: circa il 97 % del volume è costituito da pori e spazi vuoti. Anche quando il substrato è umido, alle radici resta aria.
  • Neutra e priva di nutrienti: la perlite non contiene praticamente nutrienti e non modifica il pH. Le talee all’inizio non hanno bisogno di concime – e in idrocoltura l’apporto di nutrienti lo determina interamente Lei.
  • Stabile nella forma: la perlite non marcisce, non si compatta e dopo il risciacquo si può riutilizzare.

L’Industrieverband Garten (associazione tedesca dell’industria del giardinaggio) cita espressamente le granulometrie fini (0–3 mm) per la propagazione e ritiene adatta per determinate colture anche la perlite pura (fino al 100 %).

Far radicare le talee in perlite

Far radicare le talee in perlite è semplice e ha un grande vantaggio rispetto all’acqua: le radici che si formano sono abituate al substrato e, dopo il rinvaso, attecchiscono meglio.

Metodo 1: perlite pura in sacchetto o bicchiere

Questo metodo è descritto anche da BBC Gardeners’ World:

  1. Inumidire la perlite. Bagni la perlite con acqua, in modo che sia umida ma non grondante.
  2. Riempire il contenitore. Riempia di perlite circa un terzo di un sacchetto trasparente per il congelatore, oppure un bicchiere con coperchio.
  3. Preparare le talee. Tagli le cime dei getti con un coltello affilato e pulito sotto un nodo fogliare e tolga le foglie inferiori.
  4. Piantare. Infili le talee nella perlite umida, in modo che almeno un nodo sia coperto.
  5. Chiudere. Chiuda il sacchetto o metta il coperchio. In questo modo l’umidità dell’aria resta alta.
  6. Attendere. Collochi il contenitore in un luogo luminoso, ma non al sole diretto. Dopo alcune settimane, nei contenitori trasparenti si vedono le prime radici.

Metodo 2: perlite e terriccio per semina 1:1

Per le talee che impiegano un po’ più di tempo o che devono continuare a crescere direttamente, è pratica una miscela di perlite e terriccio per semina (o fibra di cocco) in rapporto 1:1. La miscela trattiene un po’ più di umidità e, grazie al terriccio, contiene già pochi nutrienti. Riempia piccoli vasi, inserisca le talee e le copra con una campana o un sacchetto.

Dopo la radicazione

Quando le talee hanno formato radici lunghe alcuni centimetri, le rinvasi in terriccio con il 10–30 % di perlite. Se devono restare più a lungo in perlite pura, da questo momento hanno bisogno di nutrienti, per esempio un concime liquido a basso dosaggio.

Errori tipici con le talee

  • Troppo bagnato: l’acqua stagnante nel contenitore scaccia l’aria. La perlite deve essere umida, non stare nell’acqua.
  • Troppo asciutto: senza copertura la perlite si asciuga in fretta. Controlli regolarmente.
  • Troppo buio o troppo caldo: le talee hanno bisogno di luce, ma non del sole diretto di mezzogiorno.
  • Usare perlite vecchia senza risciacquarla: la perlite usata va prima risciacquata e, dopo piante malate, trattata con acqua bollente.

Semina con la perlite

Per la semina mescoli perlite fine (circa 0–3 mm) con terriccio per semina. Come valore indicativo si considera il 20–30 %; Ricoter raccomanda sui suoi sacchi disponibili in Svizzera fino al 30 % nelle vaschette di semina. Per i semi che richiedono un’umidità uniforme, BBC Gardeners’ World cita anche una miscela in rapporto 1:1.

Ecco come procedere:

  1. Preparare la miscela. Mescoli in modo uniforme il terriccio per semina e la perlite leggermente inumidita.
  2. Riempire le vaschette. Pressi leggermente, senza comprimere.
  3. Seminare. Semini secondo le indicazioni sulla confezione. I semi che germinano alla luce vanno solo premuti, quelli che germinano al buio coperti con un velo sottile.
  4. Coprire con perlite. Un sottile strato di perlite sui semi fini mantiene arieggiata la superficie e si asciuga più in fretta del terriccio: ciò previene alghe e muffe.
  5. Mantenere umido. Innaffi dal basso o inumidisca con un nebulizzatore, affinché i semi non vengano trascinati via.

Al momento del trapianto, le piantine si estraggono più facilmente con le radici intatte da un terriccio soffice con perlite.

Perlite in idrocoltura

In idrocoltura le piante crescono senza terra; i nutrienti provengono interamente da una soluzione nutritiva. Il substrato ha solo due compiti: sostenere la pianta e rifornire le radici di acqua e aria. La perlite assolve a entrambi – e poiché è chimicamente quasi inerte, non influisce né sul pH né sulla composizione della soluzione nutritiva.

Forme d’impiego

  • Perlite pura: in sistemi a goccia, sacchi di coltivazione o sistemi a secchio. La soluzione in eccesso defluisce, le radici restano arieggiate.
  • Miscela con fibra di cocco: per i sistemi a flusso e riflusso l’IVG indica il 20–30 % di perlite come aggiunta tipica a un altro substrato, per esempio la fibra di cocco. La fibra di cocco trattiene più acqua, la perlite garantisce l’aria.
  • Semi-idro per piante da appartamento: alcuni appassionati coltivano le piante da appartamento in perlite grossa in un sottovaso con un po’ di soluzione nutritiva sul fondo. La perlite fa risalire la soluzione, le radici sopra restano arieggiate.

A che cosa prestare attenzione

  • Concimare fin dall’inizio: la perlite non apporta nutrienti e ne trattiene pochissimi. Usi un concime per idrocoltura e si attenga al dosaggio del produttore.
  • Granulometria: la perlite da media a grossa (circa 2–6 o 4–8 mm) resta più arieggiata e viene dilavata meno facilmente di quella fine.
  • Galleggiamento: nei sistemi a flusso e riflusso la perlite leggera può galleggiare. Aiuta l’aggiunta di fibra di cocco o una copertura.
  • Polvere: risciacqui bene la perlite nuova prima di riempire. Ciò elimina la polvere che altrimenti può intasare pompe e gocciolatori.

Perlite o argilla espansa per l’idrocoltura?

L’argilla espansa è diffusa nella classica idrocoltura da appartamento, con vasi grandi e indicatore del livello dell’acqua. La perlite è più fine, trattiene più acqua e si adatta in particolare alla propagazione, ai sistemi a goccia e alle miscele con fibra di cocco. Un confronto dettagliato lo trova nella guida Perlite, vermiculite, argilla espansa o pomice?

Lavorare in sicurezza

Secondo la scheda di sicurezza, la perlite non è classificata come sostanza pericolosa. La polvere asciutta può però irritare le vie respiratorie e gli occhi. Inumidisca quindi la perlite prima di lavorarla, lavori in un luogo ben ventilato e, quando travasa quantità maggiori, indossi una maschera con filtro antiparticolato P2 o FFP2.

Perlite per la Sua propagazione

Per semina, talee e idrocoltura serve la granulometria giusta – e, per una serra più grande, la quantità giusta. Sulla nostra pagina Perlite trova le granulometrie in sintesi. Ci scriva tramite il modulo di contatto che cosa ha in programma; La consigliamo volentieri e Le inviamo un’offerta senza impegno.

Domande frequenti su questo tema

Le talee possono radicare in perlite pura?

Sì. Molte talee radicano in perlite pura e umida, per esempio in un sacchetto chiuso o in un bicchiere con coperchio. In alternativa è diffusa una miscela di perlite e terriccio per semina in rapporto 1:1.

Devo concimare le talee in perlite?

Finché non hanno radici, no. Non appena si sono formate le radici, servono nutrienti: o si rinvasano in terriccio o si somministra un concime liquido a basso dosaggio, perché la perlite non contiene nutrienti.

Quale granulometria della perlite è adatta alla semina?

Per la semina è adatta la perlite fine (circa 0–3 mm), per le talee quella da fine a media, per l’idrocoltura quella da media a grossa.

Si può usare la perlite in idrocoltura?

Sì. La perlite può servire da substrato puro oppure essere aggiunta in ragione del 20–30 % a un altro substrato, come la fibra di cocco. Poiché non contiene nutrienti e non modifica il pH, la soluzione nutritiva si può dosare con precisione.

Fonti

  1. BBC Gardeners' World: What is perlite? (si apre in una nuova finestra)
  2. Industrieverband Garten (IVG): Substratbuch – Blähperlite (si apre in una nuova finestra)
  3. LSU AgCenter: Growing Media for Containers, Part 2 – The Inorganics (si apre in una nuova finestra)
  4. Hornbach Schweiz: Ricoter Perlit 2–6 mm, 10 L (Anwendungsempfehlung) (si apre in una nuova finestra)
  5. biogartenliving: Perlite im Garten (si apre in una nuova finestra)
  6. Plagron: Sicherheitsdatenblatt Perlite (2018) (si apre in una nuova finestra)

La crescita comincia con il terriccio giusto

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